Anche la Parrocchia di San Bruno partecipa al progetto curato da don Bruno Cipro e dal sindonologo Massimo Occhiuto in collaborazione con Othonia, centro di studi sull’immagine di Cristo dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, che propone, nelle parrocchie dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, l’“Ostensione Diffusa” della copia fotografica della Sacra Sindone, simbolo universale di sofferenza, sacrificio e speranza.

Venerdì 28 marzo 2025, nella chiesa parrocchiale di San Bruno si è svolta l’Ostensione della copia fotografica della Sindone, un’immagine a grandezza naturale del Sacro Lenzuolo custodito a Torino. L’incontro, tenuto da un brillante Massimo Occiuto, ha consentito ai numerosi fedeli presenti di contemplare la Passione del Signore Gesù, nel corso di quest’Anno Giubilare 2025, e rinnovare l’impegno del camminare insieme nella speranza che viene dal Signore. Il progetto “Ostensione Diffusa”, che si svolge nell’Anno Giubilare e porta nelle parrocchie un’immagine a grandezza naturale della Sacra Sindone, nasce con l’intento di offrire ai fedeli un’occasione unica di preghiera e meditazione personale e comunitaria, davanti a un segno eloquente della Passione, Morte e Risurrezione di Cristo.

L’immagine della Sindone è un “testimone silenzioso” che ci permette di compiere un viaggio nel mistero della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù e non ci lascia indifferenti se lo percorriamo con mente e cuore aperti e disponibili a lasciarci raggiungere dall’infinito amore del Signore. Si pone come un faro di speranza, capace di parlare ai cuori e di rinnovare la consapevolezza dell’amore di Dio per l’umanità. La sua presenza nelle comunità parrocchiali vuole essere un richiamo alla fede, un invito a riscoprire il senso del sacrificio di Cristo e il dono della vita nuova che scaturisce dalla sua Pasqua. Attraverso questo progetto, la Chiesa rinnova il suo impegno nel testimoniare la presenza viva di Cristo nella storia, ricordando che la sua luce non si spegne e che il suo amore resta la risposta più autentica alle sfide del nostro tempo.

La Sindone
La Sindone (dal greco sindon, lenzuolo) è un telo di lino (cm 441 x 113) su cui sono visibili due righe scure e numerosi fori triangolari: tracce di un incendio avvenuto nel 1532 a Chambéry (Francia). Si notano anche aloni provocati da acqua. Al centro si scorge una doppia figura umana, frontale e dorsale. Un’antica tradizione ritiene che la Sindone sia il lenzuolo funebre di Gesù Cristo. Il telo è stato in possesso dei Savoia dal 1453 fino al 1983, quando Umberto II lo donò al Papa. Dal 1578 è conservato a Torino. Il negativo fotografico, grazie alle prime foto di Secondo Pia nel 1898, rivelò in maggiore dettaglio le sembianze del corpo e fece nascere l’interesse della scienza.
Numerosi medici da allora hanno potuto condurre una serie di indagini medico-legali. Dal chiaroscuro dell’immagine si può ricavare la forma tridimensionale del corpo, peculiarità unica. Si notano anche numerose macchie di sangue: era il cadavere di un uomo flagellato, coronato di spine, crocifisso con chiodi e trapassato da una lancia al fianco destro. Il tempo di contatto fra corpo e lenzuolo è stato valutato attorno alle 36-40 ore.
Tutto coincide con la narrazione della Passione di Gesù Cristo nei Vangeli. L’origine dell’impronta umana, formatasi tramite un processo di disidratazione e ossidazione delle fibrille superficiali del lino, rimane ancora un mistero. Alcuni esperimenti suggeriscono che l’immagine si potrebbe spiegare come effetto di una potentissima luce sprigionata dal corpo.
Le prime notizie storiche certe dell’esistenza della Sindone risalgono a metà del XIV secolo, ma esistono indizi consistenti della sua esistenza già nei secoli precedenti. Inoltre l’analisi di molte raffigurazioni artistiche del Volto di Gesù mostra sorprendenti somiglianze con quello della Sindone. Per questo alcuni esperti sostengono che essa sia stata il prototipo delle rappresentazioni del Volto del Signore.
Un gruppo di scienziati, lo Shroud of Turin Research Project, nel 1978 ha esaminato la Sindone con le più moderne attrezzature scientifiche del tempo. Essi nel 1981 pubblicarono i risultati in oltre 20 articoli su riviste scientifiche referenziate, concludendo che la Sindone ha avvolto un vero corpo umano, flagellato e crocifisso. L’immagine non è il prodotto di un artista. Nel 1988 la Sindone fu datata con il metodo del Carbonio 14, che la fece risalire al 1260-1390 d.C. Però attualmente questo risultato è ritenuto inattendibile per un tessuto che ha attraversato vicissitudini come quelle della Sindone.

L’immagine della Sindone che osserviamo qui è in positivo, così come appare a occhio nudo sul telo. Tuttavia, è importante considerare che l’impronta dell’Uomo della Sindone si è formata come l’immagine riflessa in uno specchio. Un esempio evidente è la ferita sul costato. Sul Telo, essa appare sul lato sinistro, ma ciò è dovuto al fatto che il Corpo ha lasciato un’impronta speculare.
Per saperne di più sulla Sindone:
-» Lettura del Telo https://ostensionediffusa.it/it/sindone/
-» Video per tutti https://youtu.be/VaX3PmazQvA
-» Sito Ufficiale https://sindone.org/telo/index.html